Angelo Bacci


  Arch. Angelo Bacci Editore APPENDICE Questa appendice racchiude le recensioni importanti ed esaustive dei due volumi scritti e pubblicati: Dalla Fabbrica alla Biennale e ritorno…… e SOTTOSOPRA – La Biennale di Venezia, critiche fatte da giornalisti, esperti culturali, più l’aggiunta della nota di Maurizio Scaparro, famoso e importante regista e critico teatrale italiano, nonché regista cinematografico. Dalla fabbrica alla Biennale La Biennale e il fattore umano.  La più grande istituzione culturale nel settore del contemporaneo, la sua storia, le sue fortune sono fatte anche di persone che lavorano per essa in ruoli spesso cruciali per il funzionamento della “macchina”, senza apparire.  Angelo Bacci è stato, per molti anni, una di queste persone e per questo il suo libro autobiografico “Dalla fabbrica alla Biennale”, appena uscito per i tipi della Supernova, è di grande interesse.  Proprio perché ci consente di lanciare uno sguardo penetrante e approfondito in quel dietro le quinte in cui nascono le grandi manifestazioni veneziane di questa istituzione.  Di capire, come la loro riuscita sia il risultato, nel tempo, anche di una rete naturale di relazioni e di “complicità” che nascono tra chi lavora e chi crea.  La “fotografia” di Bacci copre un arco di quarant’anni di vita della Biennale.  Dal 1965 ,  quando lascia il posto sicuro in fabbrica alla Sava di Marghera perché affascinato dalla nuova  avventura alla Biennale pre-contestazione,  fino al 2006, quando è costretto a lasciare la Biennale,  perché non c’è più un ruolo e uno spazio per lui.  Nel mezzo,  visto attraverso i suoi occhi,  appunto un quarantennio di vita e di relazioni della Biennale.  Dall’irresistibile intransigenza di Wladimiro Dorigo,  demiurgo dell’Asac,  l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee:  una delle figure di riferimento di Bacci  che lo indurrà persino a completare gli studi e a laurearsi in Architettura.  Ai rapporti con direttori della Mostra del Cinema:  dall’umanità travolgente di Gillo Pontecorvo, all’eleganza dei sentimenti di un grande gentiluomo come Guglielmo Biraghi,  per citarne solo due di quelli con cui Bacci, nella sua esperienza trasversale  tra i settori dell’istituzione,  lavorerà.  Perché la Biennale,  in questa chiave, diventa anche un luogo di formazione per chi ha la fortuna di condividere un’esperienza professionale con registi teatrali come Bob Wilson o Luca Ronconi,  impossibili  signori della scena come Carmelo Bene, ma anche direttori della Biennale Arti Visive diversissimi come Giovanni Carandente,  Maurizio Calvesi,  Harald Szeemann, tra gli altri.  E poi i rapporti,  con gli artisti, le “complicità”,  appunto.  Come quella con Gino De Dominicis per la Biennale arte del ’72.  E’ Bacci a segnalare all’artista, Paolo Rosa,  un ragazzo affetto  dalla sindrome di Down,  che De Dominicis esporrà, rendendolo felice, provocatoriamente sulla parete di una sala vuota,  a quattro metri e mezzo d’altezza,  seduto su una sedia ben ancorata al muro a fissare il pubblico, e fu subito scandalo, tra la rabbia e le lacrime dell’artista, incompreso.   Recensione di Enrico Tantucci (Nuova Venezia)   La Biennale sottosopra nel libro di Bacci con i Ripa di Meana Oggi alle 18 all'hotel Ca' Sagredo ci sarà anche l'ex presidente della Biennale Carlo Ripa di Meana alla presentazione del libro Sottosopra - La Biennale di Venezia di Angelo Bacci, già per molti anni funzionario e Dirigente dell'istituzione culturale. Ripa di Meana è autore della prefazione del libro e caro amico dell'autore. Spicca la nota di Maurizio Scaparro – già direttore della Biennale Teatro - libro, che intende ripercorrere e raccontare la storia dell'istituzione a livello scientifico, a partire dal 1960, rivisitando gli oltre quarant'anni di attività svolti dall'autore del testo alla Biennale e di cui è stato protagonista-partecipe attento e appassionato, evidenziando, dal di dentro, le esperienze artistico-lavorative più significative e coinvolgenti dettate dalla memoria. Cita i personaggi e gli artisti di primo piano del mondo culturale del Novecento ed esamina e descrive un rapporto di amore per un lavoro unico e raro per l'istituzione, vissuto con grande intensità, dedizione e passione, un'esperienza che non si può cancellare, anzi merita di lasciare almeno una traccia per i posteri come fonte storica. Oggi sarà presente anche Marina Lante Della Rovere, moglie di Carlo Ripa di Meana. Altri importanti ospiti sono attesi e durante la serata interverranno, la direttrice dell’Hotel Cà Sagredo, l’autore, l’Assessore alla Cultura, Tiziana  Agostini, il critico d’arte Saverio De Burgis, il Consigliere Culturale della Regione Veneto, Pietrangelo Pettenò e l'editore Davide Livieri, alcuni estratti saranno letti dall'attore Francesco Pinzoni. Presenterà la serata il M° e Direttore Artistico di Venezia Classic, Fabio Moresco, mentre la poetessa Anita Menegozzo leggerà alcune sue poesie ispirate dal libro e scritte appositamente per Angelo Bacci e la pianista e compositrice Rosaria De Filippis eseguirà alcuni brani musicali che accompagneranno le letture tratte dal testo. La copertina del libro di Bacci è di Stefano Devoti. Sempre al Ca' Sagredo Hotel Bacci aveva già presentato il libro «Dalla fabbrica alla Biennale», dedicato agli ultimi trent'anni circa di vita dell'istituzione da parte dell'autore che ne fu appunto a lungo un funzionario e un operatore culturale, contribuendo tra l'altro al fianco del direttore Vladimiro Dorigo a lanciare l'attività dell'Asac, l'Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale, occupandosi in particolare dell'attività di documentazione Audio e Video delle manifestazioni. La presentazione sarà anche un momento di incontro per chi ama la Biennale e le sue attività. Angelo Bacci nella sua carriera ha ricevuto un premio nel 2001, una scultura titolata “L’Angelo del Cinema, successivamente, nel 2009 ha ricevuto il premio «Bisato d'Oro», proprio per l'apporto appassionato nel tempo sul piano tecnico, organizzativo e logistico alla Fondazione ora presieduta da Paolo Baratta. E' un premio indipendente nato nel 2007 nell'ambito della Mostra del Cinema. In Bacci, andato in pensione dalla Fondazione nel 2006, si identifica una parte del cammino della Biennale, quella cioè rappresentato dai dipendenti "storici" che lavorando dietro le quinte o sotto traccia - ma spesso con compiti di grande importanza, come nel suo caso - hanno contribuito nel tempo per la loro parte alla progressiva affermazione dell'istituzione. Angelo Bacci ha dato un fattivo e costante contributo ai vari Settori di attività, con intelligenza e impegno a 360°. Comunicato stampa             Notizie Dalla fabbrica alla Biennale       1 maggio 2012 · Recensione di Ferruccio Gard, Giornalista RAI e Artista, su Art-Style – Giornale dell’arte di Cortina Ricordate il ragazzo Down esposto da Gino De Dominicis alla Biennale di Venezia del 1972? Fu uno dei più clamorosi scandali – fra i tanti – della più prestigiosa e antica istituzione culturale del mondo. A segnalare quel ragazzo a De Dominicis fu Angelo Bacci, per quarant’anni fra i più preziosi, esperti e instancabili “ingranaggi” della complessa macchina organizzativa della Biennale. E che, per il suo lavoro, entrava in contatto diretto con artisti, attori, registi, critici, direttori, da Bob Wilson, Carmelo Bene e Luca Ronconi, a Gillo Pontecorvo, Harald Szeemann e tantissimi altri celebri personaggi, fra cinema, arti visive, teatro, musica e danza. Personaggi affascinanti, ma qualcuno anche molto stravagante (pensate ai divi del cinema), quando non insopportabile… Si fa così leggere d’un fiato l’autobiografia Dalla Fabbrica alla Biennale che Angelo Bacci, da alcuni anni in pensione, ha scritto per Supernova. E sono quarant’anni di retroscena, segreti e avvenimenti di cui Bacci è stato protagonista o spettatore attento, in grado quindi di farci conoscere ora dal di dentro personaggi di primo piano del mondo culturale, politico ed economico del Novecento." http://www.art-style.it/ArtStyle.pdf http://www.art-style.it/ArtStyle.pdf art-style.it   RECENSIONE - “SOTTOSOPRA – La Biennale di Venezia” Schegge di Biennale raccontate da chi le ha vissute di Enrico Tantucci – LA NUOVA VENEZIA E’ un’immersione – sul filo della memoria – nella storia della Biennale degli ultimi quarant’anni, fatta di episodi, narrazioni, spigolature, ma soprattutto di vicende e scelte umane all’interno della più importante istituzione culturale italiana (e non solo) del contemporaneo, quella che Angelo Bacci ha compiuto con il suo nuovo libro Sottosopra – La Biennale di Venezia, appena uscito . Bacci , che nella sua lunga permanenza alla Biennale ha svolto ruoli importanti – spesso cruciali per il funzionamento della “macchina”, pur senza apparire, in particolare all’ASAC(Archivio Storico delle Arti Contemporanee) e al settore Arti Visive (senza però trascurare il Cinema e il Teatro), anche con l’impegno pionieristico nell’audiovisivo  - aveva già dedicato un volume alla sua esperienza in Biennale (Dalla Fabbrica alla Biennale). La chiave scelta in questo caso, però, è quella della micro-narrazione, avanti e indietro nel tempo, di “frammenti” della storia della Biennale vissuti dall’interno, costruendone così, una sorta di affresco multicolore che ne restituisce, tutta la vivacità. Il ragazzo dell’audiovisivo lo definisce Carlo Ripa di Meana, uno dei suoi presidenti alla Biennale ricordandone il ruolo soprattutto all’interno dell’ASAC nel costruire quell’attivita’ di documentazione laboratoriale voluta all’origine da Vladimiro Dorigo. Anni d’oro della Biennale, tra i Settanta e gli Ottanta. “In quegli anni – scrive non a caso anche Maurizio Scaparro - in una nota al volume – nella Biennale c’era un gruppo di persone giovani e di talento unite da una grande voglia di conoscere e lavorare e che affiancavano presidenze e direzioni di settore, unite nel tentativo di costruire un mondo delle arti e del sapere che si andava modificando in Italia e nel mondo e che hanno costituito spesso positivi traguardi su cui ancora viviamo”. Impossibile citare tutti i “capitoli” di questa cavalcata in quarant’anni di Biennale, ma di grande interesse sono sull’”incredibile” stagione del video e quelli sugli aneddoti e curiosità: dall’imbiancatura della Porta di Duchamp, alle esibizioni di due grandi donne del rock come Patti Smith e Laurie Anderson. Caro Angelo, Devo a te e al tuo prezioso libro il piacere grande di avermi fatto rivivere emozioni e ricordi legati ad anni straordinari di quella istituzione culturale interdisciplinare che è stata e continua ad essere la Biennale di Venezia. La tua analisi “sottosopra” di quel lungo periodo, che ti ha visto attento e vivo testimone in diversi settori e in diverse esperienze, rende il libro ricco, vitale e per molto aspetti unico, cogliendo anche inedite verità. Qualcuna di queste mi hanno visto protagonista e tu ricordi comuni fatiche e sorprese e vittorie, dagli anni del Carnevale del Teatro, al Teatro del Mondo di Aldo Rossi, che hanno dato un senso vitalissimo alla felice interdisciplinarietà della Biennale. E hanno anche ricordato ai distratti una Venezia non come icone turistica, ma come possibile, unica e talvolta realizzata Isola dell'Utopia. Ricorderai che concludendo i tre anni del mio Carnevale del Teatro negli anni '80 e prima di lasciare Venezia avevo voluto salutare gli amici con una straordinaria foto presa dalla Punta della Salute, la laguna e il Teatro del Mondo che salpa e se ne va verso il grande mare aperto del Mediterraneo. L'ideale barca dei comici che partiva per nuove avventure, l'esatto contrario, come figura e simbolo, di Morte a Venezia. L'immaginazione, il caso, l'evento. Anche per il ricordo di queste emozioni, grazie per il tuo libro. Maurizio Scaparro Più volte Direttore del Settore Teatro della Biennale di Venezia. Ideatore del Carnevale del 1980 ed ex Direttore del Teatro d’Europa.   Angelo Bacci, operaio laureato in architettura, dedica la sua vita lavorativa a “La Biennale di Venezia” dal 1969 al 2006. Come funzionario ha ricoperto vari ruoli in numerosi uffici e settori tra i quali: Laboratorio Audiovisivi dell’ASAC, Coordinatore Segreteria Settore Arti Visive, Assistente tecnico-organizzativo del Direttore Allestivo Carlo Scarpa, nonché Collaboratore tecnico-progettuale dell’Architetto Costantino Dardi.  Ha ricoperto inoltre i ruoli di: Responsabile Ufficio Personale, Ufficio Cassa Interna,  Ufficio Economato e Patrimonio, DAS (Dipartimento Attività Spettacolo), UTL (Unità Tecnico Logistica), Ufficio Patrimonio e Collaboratore Attività Istituto ASAC. Nel 1975 e ‘76 è stato regista per la Tv privata Televenezia International e fondatore della Cooperativa “Audio & Video”. E’ stato collaboratore e curatore allestitivo della Mostra dell’artista peruviano Antonio Maro per la XL e XLII Esposizione d’Arte della Biennale. Nel 1988, progetta e cura la Mostra dello scultore Carlo Balljana, realizzata all’Ateneo S. Basso. Dal 2005 – 2007, Direttore Tecnico organizzativo dell’Associazione Culturale “Venezia Eventi Globali”. Ha documentato e curato la regia di numerosi video tra i quali ricordiamo Venerezia – (Venezia rivisitata). Ha curato l’aspetto tecnico organizzativo dell’evento sulla Beat generation con la mitica Fernanda Pivano, realizzato nel 2006 a Forte Marghera. Inoltre, ha partecipato, come videoartista, per la Bevilacqua La Masa, alla mostra Sguardi a Nordest tenutasi nel 1986, nel Palazzo dei Diamanti di Ferrara.